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È tra i grandi archetipi della storia letteraria d’occidente, un ciclo di opere, personaggi, leggende, rielaborazioni, che non si è mai davvero concluso e che continua per qualche verso ancora oggi, non solo attraverso la letteratura, ma la musica – come non pensare a Wagner? -, il teatro, il cinema – ricordate, tra gli altri, La leggenda del re pescatore di Terry Gilliam?- e ancora la televisione, i videogiochi, i fumetti.

Devo dire che la letteratura medievale, è stato il mio primo amore, ricordo l’effetto quasi “allucinogeno” che avevano su di me alcune descrizioni dei Nibelunghi, o l’ostinato amore che mi ha accompagnata per anni nei confronti di Olivieri, il compagno d’armi di Orlando, nella Chanson de Roland.

Sarà forse questo il motivo per cui non smetto di interessarmi alle storie di tutti i personaggi della materia di Britannia: Artù, Lancillotto, Perceval, e il mio preferito, Galahad, colui che può sedere sul seggio periglioso, il cavaliere dal cuore puro, ma anche Ginevra, Morgana, la Dama del Lago…

È stato dunque del tutto naturale, nel tempo, accumulare libri per ragazzi che trattassero le avventure di Artù e dei suoi valorosi compagni, nella speranza di trasmettere un briciolo della passione ai miei figli.

Vorrei fare una breve panoramica su quel che ho trovato in lingua italiana, che non è certamente tutto ciò che è stato pubblicato, ma spero possa costituire un primo orientamento anche per altri.

 

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Intanto ci sono quattro volumi pubblicati da Jaca Book, Artù signore dei Britanni, Parsifal e Lancillotto, La ricerca del Graal e Gli ultimi guerrieri della Tavola Rotonda. I testi sono delle rielaborazioni di Alex Voglino e Sergio Giuffrida, le illustrazioni di Franco Vignazia e i volumi hanno una prestigiosa presentazione di Régine Pernoud.

In seconda di copertina è riportato un utile schema che illustra i luoghi e le date storiche in cui le vicende sono ambientate, di tanto in tanto nelle pagine si trovano, insieme alle illustrazioni, alcune didascalie storiche, riquadri di spiegazione o approfondimento di alcuni dettagli. Il pregio dei volumi è di coprire molta parte della materia di Britannia e di essere stati realizzati da autori certamente preparati e innamorati del loro argomento. I difetti, a parte la scarsa reperibilità di alcuni dei volumi, sono fondamentalmente due: un’eccessiva freddezza del linguaggio, che assomiglia più a una lezione di esposizione dell’argomento che a un vero racconto letterario e, purtroppo, le illustrazioni, in cui tutti i personaggi hanno gli occhi vuoti (alla Modigliani, per intenderci) e talora anche il volto dei buoni sembra essere arcigno.

 

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Un bel volume a fumetti, con tavole di Alessandro Chiarolla e testi di Rudolph e Corrado Blasetti, è edito da San Paolo, Re Artù e i cavalieri della tavola rotonda. I fumetti hanno un tratto molto classico e piacevole, la storia è ovviamente una riduzione che seleziona solo alcuni episodi, ma in generale ben fatta e adatta a essere letta a bambini attorno agli 8/9 anni o autonomamente dai 10 anni. Il volume esiste in due edizioni, con una piccola differenza di prezzo, ma una delle due è più completa e al fondo ha una ventina di pagine in cui si raccontano i principali fatti e personaggi legati al ciclo arturiano.

 

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Un’altra riduzione riuscita è la trilogia di Paola Zannoner, Excalibur, Il ragazzo che divenne cavaliere e La Tavola Rotonda, tutti editi da Mondadori e indicati per lettori tra gli 8 e i 10 anni. Le illustrazioni sono poche e piuttosto modeste, i testi invece sono resi interessanti e accessibili da un grande ricorso ai discorsi diretti.

 

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La più bella riduzione letteraria che io abbia letto, però, è quella di Mino Milani, la Storia di Tristano e Isotta, edita da Einaudi, che mantiene anche nel linguaggio una specie di incanto originario. Milani è autore anche di altri libri in argomento, I Cavalieri della Tavola Rotonda, La spada nella roccia, La ricerca del Santo Gral e una trilogia edita da Piemme intitolata Le Cronache di Merlino. Non so però dire nulla di più, perché non ho letto nessuno di questi volumi.

Un altro autore che si è cimentato sulla stessa materia, in due libri editi da Piemme, I Predoni del Santo Graal e Quando eravamo cavalieri della Tavola Rotonda, è Renato Giovannoli. Si tratta di rielaborazioni molto libere e di storie completamente originali, anche se disseminate di citazioni ed elementi arturiani. Anche questa volta siamo di fronte a un autore innamorato della sua materia, ma intenzionato a fornire un’opera letteraria autonoma, non una mera riduzione.

Un volume molto particolare invece è di Carollina Fabinger, Tristano e Isotta. Una piccola storia sul destino e sull’amore eterno, edito da Nuages-Tre passi. La Fabinger è autrice dello scarno testo e delle particolari illustrazioni, decisamente troppo inquietanti per dei bambini e comunque indicative di un mondo personale dell’autrice, non certo di una passione per il Medioevo, il ciclo arturiano o la letteratura cavalleresca. Un libro con grandi pretese artistiche, ma che a me fa tristezza.

Per ragazzi un po’ più grandi e appassionati all’argomento può essere consigliata la lettura di Thomas Malory, Storia di re Artù e dei suoi cavalieri: una sistemazione tarda della materia arturiana, risalente al XV secolo, e attualmente edita da Mondadori.

 

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Infine, per i veri appassionati di Medioevo,  anche se non precisamente di tema arturiano, vorrei consigliare quattro volumi scritti da Régine Pernoud e pubblicati da Jaca Book, nella collana “Una giornata con…”. I titoli sono appunto Una giornata con… Un tagliatore di pietre del medioevo, Un mugnaio medievale, Un trovatore, Una castellana medievale. Le illustrazioni, di Giorgio Bacchin, sono splendide, realistiche, particolareggiate, davvero riuscite. I testi sono adatti a ragazzi delle medie, età appunto in cui si studia il Medioevo, quindi particolarmente azzeccati anche sotto questo riguardo. Il fatto poi che io abbia una vera adorazione per questa grande storica dovrebbe far capire quanto mi siano piaciuti.

Mi piacerebbe tornare sull’aspetto letterario e spirituale del ciclo arturiano, sull’incrocio di fede e cavalleria, simboli e armi, forza e cortesia, così come mi piacerebbe estendere anche al cinema la ricognizione in materia, ma forse questa potrebbe essere materia di un paio di post futuri.

 

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