Pubblicato nel maggio 2010

In questi giorni sono in corso di somministrazione i test INVALSI, con date leggermente diverse per scuola primaria, secondaria di primo e di secondo grado.

Tali prove sono in uso già da qualche anno, ma stanno suscitando via via sempre più polemiche.

In alcune parti d’Italia i genitori si sono coordinati per boiccottare le prove, alcune delle loro ragioni si possono leggere qui.

In altri casi sono stati sollevati dubbi sul tipo di domande personali che vengono poste collateralmente ai test (bisogna ricordare che i test non sono anonimi, ma ogni studente corrisponde a un codice personale), si può leggere un commento qui, per farsi un’idea.

Chi volesse invece conoscere il parere positivo di un’insegnate, può leggere qui.

Non so se questo tipo di test riuscirà davvero a migliorare la qualità della scuola italiana, devo però notare che la loro somministrazione influenza, a volte pesantemente, la didattica nelle scuole. Se si sa con certezza che gli alunni a fine anno verrano sottoposti a test, se si è a conoscenza del fatto che a tali test saranno collegati la valutazione delle scuole e degli insegnanti, è evidente che “fare bene” ai test diventa un obiettivo primario. Così si può arrivare, lentamente ma inesorabilmente, a modificare i propri metodi rendendoli “test oriented”: imparare a dare la risposta giusta, nei tempi giusti, diventa fondamentale, il ragionamento e l’approfondimento, invece, non sono particolarmente necessari.

Sono nati persino i primi libri di esercitazione all’INVALSI, che raccolgono le vecchie prove.

Nella classe di mia figlia (V primaria), ad esempio, sono stati acquistati tali volumi e sono stati interamente svolti in classe.

E’ mia ferma convinzione che la scuola e gli insegnati vadano valutati e che tutto quel che riguarda la loro vita professionale dovrebbe essere di dominio pubblico (ad esempio, in cosa sono laureati, quali qualifiche hanno, qual era l’argomento della loro tesi, che corsi di specializzazione hanno frequentato, con quali voti…). Inoltre non ritengo che sia del tutto errata l’idea di valutare il “sistema scuola”, per migliorarne i servizi e le prestazioni.

Sono però molto in dubbio sul fatto che il metodo dei test standardizzati sia davvero utile.

Continuerò a rifletterci…ma mi piacerebbe sentire anche altre opinioni. Voi che ne pensate?

Avete esperienze in merito?

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