Prendo spunto da un post di Caffenero, che parlava dell’assurdità di costringere un bambino che legge già piuttosto bene a limitarsi a libri adatti a lettori più immaturi e testi scolastici tendenzialmente poveri di contenuto, quasi disapprovando ogni progresso personale. Ho già detto altrove cosa penso dei bambini e la lettura, oggi vorrei parlare di un caso particolare: il maestro Marco.

Il maestro Marco è l’insegnante di mio figlio Marco, che frequenta la prima elementare. Ha presentato molto lentamente le lettere dell’alfabeto nel corso dell’anno. Ha dato di tanto in tanto qualche riga da leggere come esercizio. Non so come abbiano reagito i bambini che già sapevano leggere, ma per mio figlio è stato provvidenziale, perché gli ha permesso di imparare a leggere molto lentamente, non rimanendo indietro nei confronti del resto della classe.

Fin qui tutto normale. Ma soprattutto il maestro Marco ha letto durante tutto l’anno, poco alla volta, ad alta voce, libri interi (non stralci) a tutta la classe: C’era due volta il Barone Lamberto, James e la pesca gigante e altri libri. Non ha fatto pistolotti sul leggere, non ha imposto ai bambini letture mortificanti per i bravi e estenuanti per i più lenti.

Ha letto lui, ad alta voce, libri che sperava i bambini potessero amare e seguire con piacere.

A volte i gesti più semplici sembrano straordinari e, indovinate?, il maestro Marco è amatissimo da tutta la classe.

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